Lucio Ranucci



Lucio Ranucci I figli del pescatore

 

L.Ranucci "La mia Odissea"
collana "Riverberi" catalogo realizzato nel 2006 per la mostra tenuta a Finaborgo ai Chiostri di S.Caterina - su carta Svecia Antiqua, con 14 immagini stampate su carta e applicate -

formato cm 15x21, pagine 36, rilegato a mano

con busta cm 16x23

 

20,00 €


Francesco Tullio Altan Dimmi che mi ami, litografia firmata e numerata

L. Ranucci "Il divano rosso"
acquaforte acquatinta colorata a mano

carta cm 70x50

immagine cm 42,5x31,5

 

300,00 €


Francesco Tullio Altan Dimmi che mi ami, litografia firmata e numerata

Ranucci "Gli amanti delle rocce rosse"
acquaforte acquatinta colorata a mano

carta cm 70x50

immagine cm 54x39

 

300,00 €



Lucio Ranucci I figli del pescatore

 

L.Ranucci "I figli del pescatore"
serigrafia su tela cm 70x40

tela cm 80x50

 

600,00 €


Lucio Ranucci I figli del pescatore

 

L.Ranucci "Dialogo sulla libertà" 2007
olio su tela cm 60x40

 

 

 


Lucio Ranucci I figli del pescatore

 

L.Ranucci "Il vecchio sofà in soffitta", 2007
olio su tela cm 60x40

 

 

 


Lucio Ranucci è nato nel 1925 a Perledo in provincia di Como. Nel 1947 si è trasferito nell'America del Sud, inizialmente in Argentina, ed ha esordito come pittore, tenendo la sua prima mostra personale nel 1949 a Lima, nel Perù proseguendo poi con alcuni inviti di prestigio, come quelli alla Bienal de Sao Paulo, in Brasile, nel 1956, ed alla Bienal de Mexico, Ciudad de Mexico, nel 1957, ed in altre numerose Nazioni. Quello che doveva essere un breve viaggio in America Latina è durato più di 16 anni a Ranucci, oltre ad esercitare un numero svariato di mestieri occasionali (tra cui il marinaio e, molto brevemente, il conducente di carri funebri e il fotografo) si è occupato professionalmente di giornalismo e di teatro, specialmente in Ecuador, Colombia e Costa Rica. In quest'ultimo paese Ranucci è vissuto per oltre dieci anni ed ha, fra l'altro, diretto il teatro Universitario e un quotidiano del pomeriggio, cosa che gli ha permesso di essere uno dei primi giornalisti ad intervistare Fidel Castro e Che Guevara a Cuba.

Ha anche dipinto diverse opere murali in America Centrale - compreso un grande pannello nell'aeroporto Internazionale di San José di Costa Rica. New York, Montreux, Milano, Parigi, Strasburgo, Nancy, Nantes sono solo alcuni dei luoghi nei quali Ranucci è stato battuto alle aste e dove viene venduto. Stati Uniti, Francia, Italia, Svizzera, Perù, Costa Rica, Germania, Olanda, Ecuador, Colombia, Jamaica, Nicaragua, Inghilterra; sono ben tredici paesi per oltre 100 personali ed un buon numero di opere vendute anche all'estero. L'artista ha appena terminato una mostra a Boston. A dicembre Ranucci ha tenuto una personale nella capitale del Costa Rica, con un grande successo. Il più importante quotidiano del paese, La Nacion, nel supplemento domenicale "Ancora", ha dedicato una intera pagina all'artista, definendolo nel titolo come "El Padre", titolo che in America Latina si dedica solo a grandi personaggi.

Nell'articolo viene anche ricordato il "segno indelebile" che ha lasciato nel Teatro del Costa Rica. Su Lucio Ranucci è disponibile una nuova monografia, un'opera di particolare rilevanza di 350 pagine, in brossura con una cartonata e sovracoperta, di cm. 21x30, che documenta cinquant'anni di pittura del Maestro, con una scelta di ben 45 estratti di recensioni da giornali e riviste di tutto il mondo, circa 200 riproduzioni di dipinti, importanti scritti critici di Luciano Caprile, Raffaele de Grada e Mario de Micheli. Muore il 30 maggio 2017.